Previous Next

Chiesa di San Giorgio a Grosio

La Chiesa di San Giorgio si trova a Grosio, è una delle più antiche e particolari chiese esistenti, sorge nel centro storico del paese, poco prima di una piccola piazza con una caratteristica fontana.

Citata per la prima volta nel 1257, anche se la tradizione ne fa risalire la fondazione all'epoca di Carlo Magno, l'ex Chiesa Parrocchiale di San Giorgio venne rimaneggiata verso il 1480. Si separò dalla plebana di Mazzo 1664. 

Esterno: la facciata a capanna con rosone centrale sovrasta il tetto di circa un metro. Nella parte mediana, tra due finestre rettangolari vi è un bel rosone in marmo. Sotto un piccolo tetto sorretto da mensoloni in legno riccamente intagliato è posto il portale principale in marmo con lunetta affrescata da Andrea de Passeris raffigurante la Vergine con in grembo il Cristo morto, Santa Maria Maddalena, San Giovanni Evangelista con le pie donne.

In fondo all'edificio si alza la robusta torre campanaria in stile romanico con in alto due ordini di bifore sormontate da cornici ad archetti, conclusa con una cuspide a cesto, attorniata da quattro pinnacoli.

Chiesa San Giorgio interno 1

Interno: rispetta la tipologia della "chiesa a fienile" di origine francescana; presenta un'unica navata a pianta rettangolare col tetto a capriate in legno a vista a cui fanno seguito il presbiterio quadrato con volta a crociera e l'abside semicircolare.
Le decorazioni pittoriche di maggior interesse artistico sono, senza dubbio, la Madonna della Misericordia (1498), dipinta da ignoto artista di cultura bramantesca e la Deposizione di Cristo dalla croce del pittore grosino Cipriano Valorsa (XVI secolo - secondo la tradizione, l'artista si sarebbe raffigurato nel personaggio a destra della croce.)

 chiesa san giorgio dipinto

Cipriano Valorosa (1515-1604): il più grande pittore del rinascimento valtellinese. Ciprianus Grosiensis: questo il nome d'arte con cui Cipriano Valorsa firmò le sue opere e volle essere ricordato. A Grosio infatti egli nacque e nel borgo natio a lui tanto caro trascorse la maggior parte della sua lunghissima vita conclusasi sulla novantina nel 1604, come attestano i documenti rinvenuti nell'archivio parrocchiale. Fu pittore, innanzitutto, attivo per un cinquantennio almeno: la sua prima opera autografa risale infatti al 1551, l'ultima al 1600 e ancora oggi, a distanza di quattro secoli, gli innumerevoli affreschi da lui realizzati si possono ammirare non solo nelle chiese di Grosio, ma anche in parecchie altre disseminate nei paesi limitrofi. Le numerose decorazioni, prevalentemente a fresco, che ornano molte chiese della media e alta Valtellina e talune facciate e antiche case, unitamente alle immagini devozionali che compaiono in alcune cappelle, attestano che Cipriano Valorsa detenne quasi il monopolio artistico in valle, ricevendo continue commissioni di lavoro prevalentemente da parte di confraternite o di comunità parrocchiali.

ampanile di san giorgio

 


Stampa   Email