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La Pietra Ollare

La pietra ollare è una formazione rocciosa di colore grigio verde opaco, costituita da talco, magnesite e clorite; è molto tenera, facilmente lavorabile dall’uomo

- specie al tornio - e dotata di una conduzione termica pari a 8-10 volte superiore ai materiali refrattari.

Il termine “Ollare” deriva dal latino “olle”, espressione usata in epoca romana per indicare pentole e contenitori di cibi e oli ricavati dalla lavorazione di pietre di facile tornitura.

L’estrazione e la fabbricazione della pietra ollare è iniziata in Valchiavenna, seguita a ruota dalla Val Bregaglia e dalla Valmalenco: quest’ultima vanta  una lunghissima tradizione artigianale oltre a contare 40 cave sfruttate (di cui due ancora attive) e i 50 torni esistiti lungo i torrenti Mallero, Giumellini e soprattutto Sassersa.

Tetto ollare

Storia

La lavorazione della pietra ollare risale all'età del ferro come testimoniato dai numerosi reperti archeologici ritrovati nel corso degli anni a Tresivio (perni, fusaroli, rocchetti e frammenti di lavaggio con segni inconfondibili della lavorazione al tornio ottenuti con la pietra della Valmalenco). E già nel primo secolo d.C. il naturalista Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia accennava alla lavorazione al tornio di vasi fatti con la pietra verde.

Pentolare Ollare

La sua lavorazione ha da sempre rappresentato un'importante fonte di reddito grazie alla posizione felice delle valli; infatti, essendo la Valtellina zona di passaggio, non mancavano certo le occasioni per vendere i manufatti prodotti dagli abili artigiani ai viandanti. Nelle vallate alpine l’uso di questa pietra era del tutto normale perché, in mancanza del metallo, si rese necessaria per costruire recipienti resistenti al calore e contenitori.

pietra x cucinare

Oggi è il migliore manufatto per la nostra salute, cucinare su una pietra Ollare non necessita condimenti e la carne come le verdure cuociono lentamente.

 

 

 

 

 


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