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Muretti a secco

La tecnica del muretto a secco riguarda la realizzazione di costruzioni con pietre posate una sull'altra senza l'utilizzo di altri materiali e di leganti (malta o cemento), se non un po' di terra.

La stabilità delle strutture è assicurata dall'attenta selezione e posizionamento dei sassi. La posa delle prime pietre deve essere fatta su uno strato di terreno che deve risultare il più possibile compatto e solido.

Questo metodo è stato usato da generazioni di agricoltori, impegnati nella lotta al dissesto idrogeologico provocato da frane, alluvioni o valanghe, o semplicemente per contenere i terrazzamenti o fare i confini delle proprietà. In Italia è possibile vederne esempi in numerose regioni tra cui la Valtellina. Le costruzioni con questa tecnica sono state iscritte "Arte dei muretti a secco" il 28 novembre 2018 nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità dall'Unesco

Tuttavia questa antica pratica sta scomparendo, per la mancanza di manodopera specializzata. Per questo sono nate diverse scuole sul territorio nazionale che cercano di preservarne la millenaria cultura artigiana. Un esempio si trova in Trentino. La Scuola trentina della pietra a secco, istituita nel 2013 all'interno dell'Accademia della Montagna, è composta da un gruppo di lavoro che include diverse figure professionali - dal maestro artigiano al geometra, dall'architetto all'ingegnere.


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