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Orientering

Si pratica a costante contatto con la natura. Obiettivo di una competizione orienteering è infatti quello di raggiungere, nel minor tempo possibile e secondo una successione prestabilita,

una serie di punti di controllo posizionati nell'area della gara e segnati su di una carta topografica preventivamente consegnata all'atleta. Ogni partecipante può scegliere liberamente il tragitto da percorrere tra un punto e l’altro.

 All'atleta sono richieste  grande abilità nel leggere ed interpretare la mappa del terreno di gara, velocità e agilità per raggiungere la meta nel più breve tempo possibile.

E' uno sport relativamente recente, nato in Norvegia nel corso del secolo scorso. Lo sport consiste nel trovare un certo numero di obiettivi elencati nella mappa e chiamati “lanterne” (paletti con drappo arancio-bianco, caratterizzati da numeri che ne indicano l’ordine di percorrenza). Quando il corridore giunge agli obiettivi intermedi, trova i controllori di gara che verificano che tutti i punti di blocco siano stati visitati nell’ordine previsto.

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PREPARAZIONE

Niente di particolare: solo un abbigliamento di tipo sportivo in funzione dell'ambiente di gara (bosco, parco, centro storico, ecc)
L'unico strumento importante è una bussola: per iniziare non è strettamente necessario che sia quella usata dagli agonisti, va benissimo anche  una normale. Nell'orienteering è molto importante trovare le corrispondenze tra la mappa e la realtà in modo da sapere sempre capire a quale dettaglio corrisponde un simbolo sulla carta, pertanto è importante conoscere la simbologia.

Aprica ha ospitato nel settembre 2013 i campionati italiani, nella palestra naturale del monte Magnolta, Palabione e Baradello. Per i principianti è molto indicato Pian Di Gembro e Trivigno che si trovano a pochi kilometri da Tirano  


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